Sul deficit della Francia, Borghi (Lega Nord) ha ragione

«Negli ultimi dieci anni, la Francia ha sempre presentato conti pubblici in deficit».

In un’intervista rilasciata a Repubblica Claudio Borghi, economista e deputato eletto nelle liste della Lega Nord, ha affermato «negli ultimi dieci anni, la Francia ha sempre presentato conti pubblici in deficit».

L’osservazione è stata fatta nel corso di uno scambio di battute riguardo al peso del debito pubblico italiano sull’economia del Belpaese e all’efficacia del sistema di goverance economica europea.

Verifichiamo, aggiungendo anche un confronto con la performance italiana.

La valutazione di Borghi è corretta?

Tramite la piattaforma Eurostat è possibile estrarre i dati della performance dei Paesi Ue in termini di surplus/deficit di bilancio e crescita del debito pubblico (i riferimenti legislativi rispetto alle definizioni di deficit e surplus valide nel contesto della governance europea sono contenute nel regolamento del Consiglio dell’Ue n° 479 del 2009).

La figura che segue mette a confronto i saldi del bilancio pubblico di Italia e Francia tra il 2006 al 2017 (ultimo anno per cui sono disponibili i dati), e più precisamente il rapporto tra deficit e PIL.

(Continua su Pagella Politica)

FakeEU: France moves to fight the ‘manipulation of information’ instead of ‘fake news’

The staged death of Arkady Babchenko, a Russian journalist living in Kiev known for his critical views of the Kremlin, made headlines all over Europe.

Although Babchenko and Ukrainian secret services claimed his death was staged in order to catch his alleged Russian hitman, several publications reacted critically. Deutsche Welle and The Guardian, for instance, wrote that the episode risks permanently damaging the media’s credibility.

Meanwhile, France continues to be the principal political laboratory in Europe for legislative acts against the dissemination of fake news.

After the French Constitutional Council published its opinion on a law against misinformation drafted by President Emmanuel Macron’s government, the Cultural Affairs Committee of Parliament debated and amended the text. The law now aims at fighting the “manipulation of information” instead of “fake news” per se.

Continua su Poynter, 06.06.2018

L’estrema destra avanza. Ma c’è ancora Rouvroy

«Siamo militanti. E voi?», chiede Pascal prima ancora di presentarsi. Sguardo fiero, barba bianca incolta, indossa un basco nero, pantaloni mimetici e una giacca verde militare che ricorda quella del Che. In mano non ha la falce e martello, bensì un secchio pieno di colla e un pennello gigante. Édouard, che è con lui, impugna, arrotolati, i manifesti del Partito comunista francese (il Pcf ) e del sindacato Cgt, la Confédération générale du travail. Nascosto da un cielo a tratti plumbeo, il sole delle nove del mattino va e viene, illuminando i manifesti del Front national (Fn) che recitano “Au nom du peuple”, “Nel nome del popolo”. Il sorriso smielato e lo sguardo penetrante di Marine Le Pen sono affissi su una bacheca. Sulla testa della leader del Fn campeggia la scritta: Ville de Rouvroy, Città di Rouvroy.

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