Calenda ha (quasi) ragione sugli istituti tecnici superiori

Il ministro sostiene che gli ITS potrebbero giocare un ruolo importante nel risolvere il problema del mismatch sul mercato del lavoro italiano. I dati sembrano indicare, in effetti, che gli istituti di specializzazione garantiscano un migliore inserimento nel mondo del lavoro rispetto alle università. Riguardo al numero degli iscritti negli ITS italiani e nelle Fachhochschulen tedesche, i numeri citati da Calenda sono corretti, anche se non completamente precisi.

Nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano Il Foglio, il ministro uscente dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha affrontato il tema della carenza di istituti tecnici superiori (ITS) in Italia, facendo un confronto con la Germania, e le sue ripercussioni sull’occupazione.

Mismatch, sistema ITS e Germania?

Innanzitutto, cosa vuol dire “mismatch di competenze”? In secondo luogo, cos’è il sistema ITS e come mai Calenda fa riferimento alla Germania?

Il termine mismatch deriva dall’inglese e identifica una mancata corrispondenza, sul mercato del lavoro, tra caratteristiche richieste dalla domanda (imprese) e detenute dall’offerta (lavoratori). Il mismatch di competenze porta al fenomeno della disoccupazione involontaria.

La sigla ITS sta invece per “istituti tecnici superiori” (o istituti tecnici di specializzazione), ovvero enti di formazione terziaria con un focus sull’apprendimento tecnico-pratico in materie scientifico-tecnologiche. Calenda menziona la Germania perché il Paese del centro Europa rappresenta uno dei principali modelli quando si parla di educazione terziaria non universitaria.

(Continua su Pagella Politica, 15.02.2018)

Photo CC Flickr: World Trade Organization