Politica e partiti in Europa: le notizie chiave della settimana

Il fenomeno Vox, all’ombra della crisi catalana e degli accordi tra PSOE e Podemos

In Spagna, Podemos e il Partito socialista (PSOE) hanno siglato un accordo per la finalizzazione della Legge di bilancio 2019. Tante le novità: dall’aumento del salario minimo, agli investimenti nei servizi di welfare per l’infanzia, passando per una modifica della politica fiscale, caratterizzata dall’aumento dell’aliquota sull’imposta patrimoniale.

Gobierno y Unidos Podemos sientan las bases de una alianza a seis meses de autonómicas y municipales - El Diario

Pablo Iglesias: “Los presupuestos son el inicio a nueva etapa en la política económica de España” - El Pais

ERC y PDeCAT condicionan su apoyo a los Presupuestos a un gesto hacia los presos y la autodeterminación - El Pais

El PP y Ciudadanos, sobre el pacto de Presupuestos: “Es un brindis al sol” - El Pais

El PP advierte de que "no salen las cuentas" y que España "pasará hambre como en Venezuela" - El Mundo

Bruselas evita opinar sobre el acuerdo presupuestario del Gobierno y Unidos Podemos hasta su "presentación formal a la Comisión" -  El Diario

Colau dice que regulará "inmediatamente" el precio de los alquileres si se cumple el acuerdo de presupuestos - El Diario

L’opposizione ha espresso preoccupazioni riguardo alla tenuta della manovra e ha chiamato in causa Bruxelles. Qualcuno ha addirittura evocato uno scenario “venezuelano”. Inoltre, i partiti indipendentisti catalani – in piena crisi – hanno già fatto intendere che, per appoggiare l’accordo, richiederanno misure aggiuntive.

In secondo luogo, il PSOE andaluso ha annunciato elezioni anticipate nella regione meridionale della Pensiola iberica. Il partito centrista, Ciudadanos, ha annunciato che non intende appoggiare una nuova legislatura dei socialisti. Sono meno chiare le intenzioni di Podemos, soprattutto alla luce del patto nazionale sulla Legge di bilancio.

Andalusian premier Susana Díaz calls early elections for southern region - El Pais

Las elecciones andaluzas presentan el escenario más abierto en 36 años - El Pais

Susana Díaz adelanta las elecciones andaluzas al 2 de diciembre y agita el tablero político nacional - El Diario

Ciudadanos advierte de que no pactará para que el PSOE repita Gobierno en Andalucía - El Pais

Infine, il partito Vox sembra guadagnare sempre più consensi. Cosa è Vox? Una formazione politica di estrema destra. Vox si aggiunge al già vasto panorama di partiti nazionalisti in Europa (vedi anche video).

Il Primo ministro, Pedro Sanchez, ha accusato il Partito conservatore (PP) per il successo di Vox (che, comunque, arriva appena all’1 percento nelle intenzioni di voto). In Particolare, il leader dei socialdemocratici ha attaccato il Segretario generale dei conservatori, Pablo Casado, per aver radicalizzato la dinamica politica spagnola negli ultimi mesi.

El 'momento Vox' y su extraño populismo - El Mundo

Aznar lamenta que el centro derecha esté fracturado en PP, Ciudadanos y Vox - El Mundo

Pedro Sánchez: “La radicalización de la oposición alimenta a la ultraderecha” - El Pais

Sánchez acusa a Casado de "radicalizar" al PP y le exige que "recupere la moderación" - El Mundo
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Merkel e Schulz trovano l’accordo sull’Europa: la nuova Groko metterebbe fine al “diktat dell’austerità”

La CDU di Angela Merkel e l’SPD di Martin Schulz avrebbero trovato un’intesa sulla questione “Europa”. Ma emergono le prime preoccupazioni e criticità

L’Unione cristiano democratica (CDU) di Angela Merkel e il Partito socialdemocratico (SPD) di Martin Schulz avrebbero trovato un’intesa sulla questione “Europa”, nel contesto delle negoziazioni per una nuova alleanza di larghe intese (GroKo).

È stato lo stesso Martin Schulz a comunicarlo, lunedì, alla stampa tedesca (Der Spiegel). L’accordo sarebbe in linea con quanto già delineato nella bozza del documento programmatico di metà gennaio. Sul piatto ci sarebbero:

● Un aumento delle risorse per l’Unione da parte della Germania;

● La disponibilità a ragionare su un budget per l’Eurozona per favorire gli investimenti;

● Un impegno per rafforzare le politiche contro la disoccupazione giovanile;

● Uno sforzo di armonizzazione per quanto riguarda le politiche contro l’elusione fiscale da parte dei giganti dell’economia digitale;

● La disponibilità a ragionare sull’ideazione di politiche sociali comuni (Unione sociale).

Secondo Schulz (Sueddeutsche Zeitung), l’intesa metterebbe fine all’era del “diktat dell’austerità”.

Il Segretario generale della SPD avrebbe poi comunicato ai membri del proprio partito che si aprirà una finestra di opportunità, “una vera chance per rendere, insieme alla Francia, l’Europa più democratica, sociale e capace di negoziare”. Tutto ciò sarebbe “nell’interesse dei cittadini tedeschi e dell’Europa intera”. Schulz ha inoltre sottolineato quanto questo “progetto” sia, anche, “un affare di cuore”.

Le reazioni in Germania, all’Europa tratteggiata dalla Groko

Eppure, il comitato degli esperti del ministero dell’Economia ha espresso preoccupazione per i piani di Merkel e Schulz: il nuovo Governo sarebbe troppo vicino alle richieste di Macron e Juncker.

Questo il verdetto contenuto in una lettera indirizzata all’Esecutivo, in mano alla testata Die Welt. Il comitato degli esperti del Ministero ricopre un ruolo consultivo ed è composto da circa 30 economisti.

In realtà, già a dicembre, Brigitte Zypries, il capo negoziatore per l’area economica della Groko, aveva ricevuto un documento di 8 pagine relativo al punto “Europa” che invitava alla cautela.

Nella nuova comunicazione, inviata dopo l’uscita pubblica di Schulz, si mettono in discussione, in buona sostanza, tutti i punti al centro del “processo di riforme” abbozzato nel corso degli ultimi mesi da Francia, Germania e Bruxelles: dalla nomina di un ministro dell’Economia per l’Eurozona, allo sviluppo del Mes (Meccanismo europeo di stabilità), passando per lo sviluppo di un budget per gli investimenti.

Ieri, il portavoce del consiglio, Hans Gersbach (professore di Economia all’ETH di Zurigo), ha criticato soprattutto la formulazione in termini “generici” dell’accordo. Le parole usate dai partner di coalizione offrirebbero “ampi margini di interpretazione”. Sarebbe invece necessario definire innanzitutto quali siano gli obiettivi “comuni europei” che si vogliono raggiungere tramite le nuove risorse messe in campo. Altrimenti, l’accordo potrebbe dare adito allo sviluppo di nuovi strumenti finanziari – simili ai fondi strutturali o regionali, già in essere – che porterebbero alla luce nuovi nodi di “governance”.

Gersbach lega poi il piano della GroKo ai rischi politici interni all’Unione: “Non si può combattere la crescita delle forze populiste con iniziative di investimenti diffusi”. Piuttosto, sarebbe necessario “definire chiaramente quali siano gli ambiti da affrontare”, suggerendo che potrebbe essere sensato focalizzarsi, in primo luogo, sul “controllo delle frontiere esterne”.

A livello più generale – e in termini teorici -, il comitato mette addirittura in dubbio il concetto economico di “shock asimmetrici” che sta alla base delle giustificazioni per un intervento “fiscale” da parte delle istituzioni comunitarie. La causa delle crisi che hanno afflitto l’area valutaria comune, sostiene il Comitato, sarebbe da attribuire alle decisioni di spesa incaute di alcuni Paesi dell’Ue.

Il voto della base della SPD

Il nodo “Europa” rappresenta soltanto uno dei 18 punti di negoziazione della coalizione CDU-SPD. Nonostante ciò, potrebbe essere quello fondamentale per la concretizzazione dell’alleanza. Perché?

Dopo che i due partiti avranno trovato un compromesso complessivo, l’accordo dovrà passare al vaglio della base del Partito socialdemocratico. A dicembre 2017, dopo il fallimento delle negoziazioni per un Governo CDU-liberali-verdi (opzione Giamaica), la segreteria nazionale della SPD aveva infatti deciso che qualsiasi accordo con la CDU sarebbe passato al vaglio della base del Partito: un modo per tutelarsi da un potenziale effetto boomerang in termini di credibilità, dopo che Schulz stesso, in seguito al voto di settembre, aveva escluso una nuova GroKo.

È importante sottolineare che la Corte costituzionale tedesca sta attualmente valutando la legittimità di questa proposta.

In ogni caso, dall’inizio del 2018, la componente giovanile della SPD, la Jusos, ha avviato una campagna nazionale contro la GroKo. Kevin Kühnert, il Segretario dei giovani socialdemocratici, è la guida di questo movimento che, sulla scorta di un scetticismo generale nei confronti dell’ennesima alleanza con Merkel, potrebbe portare a una clamoroso rifiuto della GroKo.

Ma è qui che torna in ballo la questione Europa. Proprio per le giovani generazioni, una svolta sull’austerità nel Vecchio Continente potrebbe infatti essere una condizione sufficiente per approvare il nuovo corso. Resta da capire se le critiche all’accordo – provenienti da alcune aree interne alla CDU e dal Comitato -, siano un segno di scarsa credibilità del progetto di riforma o, piuttosto, una conferma del fatto che si stia aprendo una “finestra di opportunità” per l’Europa.

(Linkiesta, 09.02.2018)

Photo CC Flickr: European Parliament