Dalla Brexit all’Italexit?

Opinioni cittadini Ue: no a un’uscita dall’Unione, sì al referendum
Per altro, sono gli stessi dati PEW a dirci qualcosa in merito al già menzionato rischio “domino” (Figura 10). Sebbene in quasi tutti i Paesi monitorati, esista una maggioranza solida a favore della permanenza nell’Ue, in alcuni casi ci si avvicina a un rapporto potenzialmente critico. È il caso della coppia Grecia-Italia, dove rispettivamente il 36% e il 34% dei cittadini si dicono favorevoli alle opzioni “Grexit” e “Italexit”.
Tutto ciò implica che il rischio di un’uscita dall’Ue da parte di altri Paesi sia scongiurato? Non esattamente. I dati che riguardano le opinioni dei cittadini europei in merito alla potenziale organizzazione di un referendum sull’uscita dall’Unione nei singoli Paesi (Figura 11), dimostrano che esiste, di fatto, molta voglia di esprimersi sul tema: in nove Paesi su dieci, la popolazione appoggerebbe un referendum sulla membership dell’Ue. Ancora una volta, l’Italia si trova nel binomio di testa (57% a favore di un referendum), al secondo posto, dietro alla Spagna (65% a favore).

Il caso del Belpaese

Abbiamo visto come, a fronte dei dati PEW, l’Italia compaia nei primi posti dei Paesi più aperti a un’uscita dall’Ue e all’organizzazione di un referendum simile a quello della Brexit.
Gli stessi dati, mostrano anche come l’Italia sia un caso particolare rispetto agli altri Paesi Ue, in termini di percentuali di soddisfazione nei confronti dell’Ue (Figura 12) e della situazione economica nazionale (Figura 13).
In particolare, il Belpaese è l’unico Membro Ue monitorato dal sondaggio PEW, caratterizzato da una variazione negativa tra il 2016 e il 2017 se si guarda ai tassi di approvazione dell’Unione. Allungando la prospettiva, se nel 2007, quasi l’80% degli italiani vedevano di buon occhio l’Unione, nel 2017 questi ultimi rappresentavano poco più del 55%.
Infine, la stessa particolarità italiana, può essere osservata se si guarda al numero di cittadini che valutano positivamente l’evoluzione dell’economia nazionale: tra il 2016 e il 2017 la percentuale di ottimisti è scesa da più del 30% al 15%, mentre in tutti gli altri Paesi è cresciuta, oppure rimasta invariata.

I dati IPSOS-Mori e YouGov gettano luce sui motivi per cui i cittadini del Regno Unito hanno deciso di lasciare l’Unione europea. I fattori “culturali” e “valoriali” legati alla preferenza per politiche anti-immigrazione hanno determinato il risultato del 23 giugno 2016 e il successo del fronte “Leave”. Altri dati pubblicati da PEW mostrano come esista un forte desiderio dei cittadini di altri Paesi europei di esprimersi sul tema della membership dell’Ue. Allo stesso tempo, una maggioranza cospicua di cittadini in diversi Paesi si schiera a favore di una permanenza dell’Unione. I cittadini italiani sono quelli che vedono meno favorevolmente l’Ue e che esprimono giudizi più negativi sullo stato della propria economia nazionale.

Analisi dati: Alessandro Pellegata

Trattazione giornalistica: Alexander Damiano Ricci

(Quadrante Futuro, 19.06.2018)

Crediti fotografici Flickr: Duncan Hull 🐝

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