Fassina ha ragione sul programma economico della Germania

In senso stretto, non ci sono trattati o provvedimenti europei che vincolino gli Stati membri a destinare una parte del bilancio pubblico in investimenti. Anche le principali misure “vincolanti” ribadite negli ultimi provvedimenti integovernativi europei (i sei regolamenti noti come Six Pack del 2011 e i successivi due noti come Two Pack) fanno riferimento a obiettivi di stabilità o a procedure di sorveglianza europee.

In una dichiarazione riportata dalle agenzie di stampa, il deputato di Liberi e Uguali Stefano Fassina ha invitato i due commissari europei Valdis Dombrovskis e Jyrki Katainen a sanzionare la Germania, che avrebbe una politica economica dannosa per l’Europa, piuttosto che rimproverare l’Italia. Dombrovskis e Katainen avevano chiesto all’Italia di procedere su un percorso di stabilizzazione economica e finanziaria.

Ma è vero che il bilancio tedesco prevede un calo degli investimenti pubblici pari al 10%, come dice Fassina? E davvero la Germania si appresta a raggiungere un avanzo di bilancio dell’1% nel 2018? E ancora, i commissari dovrebbero per questo sanzionare Berlino?

Il contesto

Il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz (SPD) ha presentato pubblicamente i contenuti della legge di bilancio per il 2019 il 2 maggio scorso. Nella stessa occasione, il governo tedesco ha anche fornito informazioni sulle politiche di bilancio fino all’anno 2022. Alla presentazione di Scholz è seguito un dibattito parlamentare, che si è concluso il 18 maggio. L’iter legislativo prevede che il testo debba essere approvato dal Consiglio dei ministri il 4 luglio, prima di passare nuovamente al vaglio delle Camere.

La presentazione della legge di bilancio di Scholz ha scatenato un ampio dibattito in Germania. Testate come Deutsche WelleDie Zeit e Der Spiegel hanno dato spazio a economisti e rappresentanti dell’opposizione che si sono espressi in maniera critica rispetto alle cifre proposte dall’esecutivo.

Una parte consistente dell’opinione pubblica ha puntato il dito contro il volume degli investimenti pubblici previsti da Scholz: secondo i critici, sarebbero troppo pochi e non all’altezza delle sfide di modernizzazione che il Paese ha di fronte a sé. In particolare, i quotidiani Handelsblatt e Sueddeutsche Zeitung hanno focalizzato l’attenzione su questo tema.

(Pagella Politica, 25.05.2018)

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