Colonia dell’assurdo

Colonia il cielo è limpido, ma c’è un freddo pungente. Il sole delle 13 di sabato 9 gennaio irradia le persone raggruppate sugli scalini tra il duomo e la stazione centrale, l’Hauptbahnhof. Matthieu (il nome è di fantasia), 30 anni, si aggira nervoso. I suo grandi occhi azzurri sono incastonati in un viso pallido, nascosto sotto a un cappuccio grigio – lo sguardo invasato. Dalla bretella destra del suo zaino penzola un rosario di legno. Ogni volta che muove le braccia, la croce sobbalza. Sei un “mollaccione”. Mi fai schifo. Sono venuto dalla Francia per difendere le tue donne. Vuoi aspettare che questi musulmani te le violentino tutte?, esclama in inglese, indicando un signore brizzolato sulla cinquantina. Un ragazzo tedesco-tunisino che passa di lì, lo sente e si ferma. Cominciano a discutere.

(Continua su Left, n°3/2016)

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